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martedì 23 aprile 2013

Make a Wish

Da bambina era un gioco che facevo spesso: raccoglievo un soffione, chiudevo gli occhi, esprimevo un desiderio e soffiavo più forte che potevo. Se i ciuffi si staccavano tutti il desiderio si avverava, altrimenti si riprovava.
Col tempo ho scoperto che il soffione in questione è il frutto del Tarassaco (o Dente di Leone), una pianta dalle mille virtù.
Ma non è di queste virtù che volevo parlare oggi.
Oggi mi stavo invece chiedendo come mai quando mio figlio , ripetendo gli stessi gesti che facevo io da bambina, mi porge un soffione e mi dice di esprimere un desiderio, io non so cosa desiderare. E’ assurdo , eppure è così.
Se escludiamo desideri scontati tipo essere tutti in salute, e pensiamo a cose più banali , a desideri più tangibili, anche a cose che vorremmo avere (come mi dice sempre Diavoletto), io non so cosa desiderare.
E non perché abbia già tutto (benché sia una persona fortunata che ha molto), ma credo dipenda dal fatto che non mi sono più soffermata ad ascoltarmi. 
Intrappolata nella routine di giornate frenetiche e sempre uguali, ho smesso di chiedermi cosa voglio fare e mi sono lasciata semplicemente trasportare dagli avvenimenti senza cercare di dargli la direzione che piacerebbe a me.
E la cosa peggiore è che ho smesso anche di sognare ed ho lasciato che la mia parte razionale e programmatrice prendesse il sopravvento e si infiltrasse in tutti gli aspetti delle mia vita, dalla programmazione delle vacanze (dove ci può anche stare), all’educazione di mio figlio (dove sicuramente dovrei dare più spazio all’emotività).
Quindi il mio progetto per i prossimi mesi sarà quello di fare incetta di soffioni e cercare di riscoprire i miei desideri !


Make a Wish













giovedì 20 dicembre 2012

Saluti da fine del mondo

No, nessuna novità degna di nota.
E' solo che, casomai i Maya avessero azzeccato la profezia, mi sembrava brutto andarmene così, senza nemmeno un salutino.
Domani avrei dovuto essere a casa, invece passerò la giornata a lavoro , dato che ho accettato di scambiare il giorno con una mia collega che aveva un impegno non meglio precisato. Forse vuole scappare in quella località francese che si dice sopravviverà al cataclisma, Bugarach, un delizioso quanto sperduto paesino sui Pirenei. Se è così spero almeno mi mandi una cartolina.
Intanto, a riprova che le cose stanno cominciando ad andare a rotoli,  la mia Vodafone Station ha smesso improvvisamente di funzionare dopo un anno di onorato servizio senza neanche una piccola defaillance e un'amica mi ha mandato uno strano sms dicendomi che mi voleva parlare. Spero non voglia confidarmi qualche segreto per alleggerirsi la coscienza.
E voi, come passerete la giornata di domani ?

venerdì 7 dicembre 2012

Cattivi pensieri

Ogni tanto si nasconde.
Così bene che per qualche tempo mi illudo che se ne sia andato.
Ma poi, quando meno me l'aspetto, riemerge dalle profondità dove si era rifugiato e ritorna prepotentemente a galla, facendomi sentire vulnerabile e precaria (oltre che molto stupida).
E' il mio immotivato senso di colpa verso la vita.
Ovvero: quando la consapevolezza di essere una persona fortunata , invece di farmi sentire felice , mi mette paura e ansia.
Perchè in un mondo dove quasi ogni giorno ricevo notizie di vicini o conoscenti che perdono il lavoro o si ammalano di qualcosa di brutto, il fatto che le cose possano andare sempre bene per me, diventa inconcepibile, inaccettabile, quasi ingiusto.
Niente di straodinario ma, allo stesso tempo,  tutto quello che si può desiderare per essere felici:
un marito che mi ama ancora dopo 20 anni, un figlio meraviglioso , un lavoro che mi piace, e dei genitori ancora in salute e che mi danno una grossa mano!
Quando il tarlo riemerge, comincio a pensare che tutto questo sia troppo per me, troppa fortuna per una persona che non e' niente di speciale, e comincio a vivere in punta di piedi , aspettando che da un momento all'altro mi capiti una disgrazia tremenda. Ecco allora che ogni piccolo, insignificante dolorino , si trasforma nel sintono di una probabile malattia mortale. E mi comincio a tormentare su internet cercando ogni possibile causa di quel fastidio, che diventa immediatamente il segno tangibile della mia imminente morte.
Poi dopo un po' passa, la mia parte razionale riesce a ristabilire l'ordine dentro al mio cervello, ridivento padrona di me stessa e la smetto di tormentarmi con certi assurdi pensieri. Fino alla prossima volta.....

domenica 28 agosto 2011

Tornati

Rieccomi a casa, giusto il tempo di un salutino veloce mentre aspetto che il pavimento si asciughi. Poi di corsa (si fà per dire) a prepararmi per andare al mare dove Superuomo e Diavoletto sono già da un pò. Per fortuna che sono in ferie anche la prossima settimana perchè, fra i giorni che abbiamo passato ad imbiancare e la montagna ( di cui vi parlerò in un altro post), non ho avuto tempo per fare nemmeno una di tutte le cose che mi ero ripromessa di fare questa estate. Ma, in fondo, non succede sempre così ?
PS: vi prego, ditemi che anche a voi succede così....

lunedì 22 agosto 2011

Buongiorno

Sono le 6:20 del mattino e sono seduta sul terrazzino del nostro appartamento aspettando di vedere spuntare il sole da dietro le cime delle montagne. Intorno a me soltanto il richiamo di qualche uccello che non conoscono interrompe il silenzio. Tutti gli altri dormono ancora. Io invece non riesco a dormire. In vacanza mi succede spesso perché io dormo bene solo nel mio letto. E stavolta, oltre che per colpa del letto ( Diavoletto ha deciso che dovevo stare nel letto a castello, quello di sopra ovviamente), sono anche agitata da mille pensieri. Elucubrazioni mentali, appunto (anche se Superuomo li chiamerebbe in maniera diversa….), così, visto che stare a letto sveglia acutizza ulteriormente la mia vena catastrofistica, ho pensato che era meglio alzarsi e godersi il panorama ed il piacevole fresco del mattino. Che noi avevamo paura di trovare freddo e temporali, invece ieri abbiamo quasi rischiato un’insolazione con 35 gradi e un sole che spacca le pietre.

Buona giornata.

giovedì 5 maggio 2011

Overbooking

Non sò se succede anche a voi, ma spesso a me capita di trascorrere intere settimane senza avere nessun impegno degno di nota , poi improvvisamente mi si condensano nell'arco di una settimana gli impegni di tre mesi. Come questa dove ho:
- un corso di aggiornamento a Pesaro;
- una cena con le amiche;
- due feste di compleanno;
- gara di ginnastica di Diavoletto;
- cena a casa di amici.

Non che mi lamenti, per carità, ma mi domando: si mettono daccordo ??!!

sabato 26 febbraio 2011

Please, please help me

Qualcuno sà dirmi dove trovo l'interruttore per far"switchare" il cervello dalla modalità cazzeggio/ sogno ad occhi aperti, alla modalità hai quasi 40 anni/sei una madre di famiglia/datti un contegno ?? Se qualcuno lo sà è pregato di darmi indicazioni, che stavolta non mi ripiglio più. Grazie

martedì 22 febbraio 2011

Piccoli e indifesi

Quando è che i nostri figli smettono di sembrarci piccoli e indifesi ? E’ a questo che ho cominciato a pensare da ieri , durante l’ennesima discussione con mio padre, che è sì brontolone, intransigente e quindi spesso insopportabile , ma che a volte ha tremendamente ragione. Si discuteva del comportamento di Diavoletto , che specialmente dalla nonna, è ancora coccolato e viziato come un neonato e mio padre mi raccontava di quando lui , a 6 anni, andava a scuola da solo e siccome a quel tempo abitava in montagna, il suo tragitto casa-scuola era così composto: prima doveva scendere una lunga scalinata fatta di sassi, poi attraversava un ponte di tavole (senza parapetto) sopra un torrente, passava in mezzo ad un bosco, poi dentro una galleria scavata nella roccia, infine sbucava sulla strada, che percorreva per qualche minuto finchè arrivava alla scuola. Roba che neanche all’Ultimo sopravvissuto*. Mia nonna lo guardava dalla finestra di casa fino a quando non entrava nel bosco, poi da lì erano fatti suoi. Così è stato inevitabile il paragone fra quel bambino che aveva 6 anni 60 anni fa, e Diavoletto che compirà 6 anni a luglio e per me è ancora un cucciolo. Mi scuso tirando fuori il luogo comune dei tempi che sono cambiati ma non sò se questo può bastare.

Spesso, per colpa della fretta, lo aiuto io anche nelle cose più banali come lavargli le mani, vestirlo o imboccarlo. Non lo lascerei mai a casa da solo e non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di lasciarlo andare per la strada da solo. Figurarsi che ho già avuto una mezza discussione con Superuomo che quest’estate vuole che Diavoletto venga al mare con la propria bicicletta e io ho paura perché me lo vedo già steso sotto una macchina. Sono esagerata ? Non lo so, so che confrontandomi con le altre mamme che conosco ho scoperto di non essere un’eccezione visto che tutte si comportano come me.
E allora mi chiedo: quando è che riuscirò a smettere di considerare Diavoletto un bambino piccolo e bisognoso di essere sempre guidato e riuscirò a comportarmi con obiettività ?


(è una trasmissione che và in onda su sky dove un pazzo esperto in tecniche di sopravvivenza si fa catapultare nelle peggiori situazioni per mostrare come se ne può uscir fuori)

mercoledì 2 febbraio 2011

Tre anni

Mi ha colpito fin dal primo momento in cui l’ho vista. Esuberante, estroversa, così diversa da me. Eppure ho sentito subito che poteva esserci un feeling fra noi. Ci sono voluti quasi tre anni, tre anni di chiacchiere veloci fuori dal cancello dell’asilo, conversazioni che con il passare del tempo hanno smesso di riguardare solo i figli e sono diventate sempre più personali. Ci sono stati i pomeriggi passati a chiacchierare mentre i bambini giocavano insieme, le feste di compleanno e le cene a casa. Tre anni per far nascere una amicizia che considero sincera e importante.
Anche Diavoletto è rimasto colpito da lei fin dal primo giorno di asilo. Quella bambina alta e vivace, che vuole sempre comandare, che ama giocare con i Gormiti, sensibile e con la lacrima facile come lui. E’ stata la sua prima “fidanzata” e, nonostante nel corso dei tre anni si siano “presi e lasciati” svariate volte (il cuore comincia ad essere ballerino già in tenera età), per Diavoletto lei è sempre rimasta la sua migliore amica, quella che vuole sempre invitare a casa. E io mi sento già triste, per lui e per me, al pensiero che con l’inizio delle elementari le nostre strade si divideranno perché, per esigenze familiari, frequenteranno due scuole diverse. E anche se ce la metteremo tutta per far sì che queste due belle amicizie non vadano sprecate ho paura che, inevitabilmente, ci allontaneremo.

giovedì 30 dicembre 2010

Buon Anno

Come ogni anno, è arrivato il momento di fare un bilancio, di assorbire quello che ha portato l'anno che volge ormai al termine.
In superficie la mia vita non ha subìto mutamenti rispetto ad un anno fà, le giornate seguono sempre lo stesso programma, la routine è sempre la stessa, ma dentro di me, sotto la spessa scorza dell'apparenza, qualcosa è cambiato. Ci sono stati alcuni (brutti) eventi che , pur non avendo riguardato direttamente la nostra famiglia, mi hanno profondamente toccata. Che la nostra vita è appesa ad un filo non è certo una novità, ma per una che come me, fino a poco tempo fà, non aveva (ingenuamente) mai preso in considerazione l'idea che la morte potesse sorprenderci, improvvisa, inaspettata ed indesiderata, mentre siamo ancora nel mezzo del cammino, mentre ancora programmiamo viaggi, traslochi, figli, lavori e tutto quello che la vita ci può regalare, è stato uno shock, come se mi avessero buttato in faccia una secchiata di acqua gelida mentre stò beatamente dormendo. E così stò cercando di imparare a godermi più intensamente possibile tutto quello che di bello le mie giornate mi offrono, perchè anche in una sequenza di giorni sempre uguali ci possono essere attimi inaspettati di gioia, di divertimento, di felicità, brevi momenti per cui essere grati. Così, prendendo in prestito un'idea di Mammafelice, ho deciso di tenere un diario dove segnare giorno per giorno questi attimi : la telefonata ad un amica, l'abbraccio di Diavoletto, la colazione in pasticceria, un complimento di Superuomo. Piccole cose che altrimenti andrebbero perse nel turbine della frenesia.
Ecco,  quello che il 2010 mi ha portato è la consapevolezza che la vita è adesso, non domani, non fra un mese nè fra un anno, ma esattamente in questo momento e il mio proposito per il nuovo anno è imparare a godermela !
  

venerdì 26 novembre 2010

Vieni via con me

Queste ultime settimane ho latitato più del solito, non solo nello scrivere sul mio blog, ma anche nel leggere quelli che seguo. Il fatto è che sono stata totalmente rapita da un uomo (non in senso letterale ovviamente), un personaggio che in questo periodo ha fatto molto parlare di sé e della trasmissione di cui è stato autore/presentatore: Roberto Saviano. Si lo so, arrivo un po’ in ritardo, Saviano ormai è “famoso” già da tempo, per il successo (e le polemiche) che ha avuto il suo libro e per le conseguenti minacce di morte che ha ricevuto. Io però fino ad oggi non mi ero interessata molto alla sua storia e, confesso, non avevo neanche letto Gomorra. Lo avevo iniziato, ma poi lo avevo abbandonato prima della fine del secondo capitolo perché non riuscivo a capirlo. Non riuscivo ad inquadrare quel libro scritto in maniera strana, in parte romanzo in parte cronaca. Poi, incuriosita dal clamore mediatico, ho voluto seguire la trasmissione “Vieni via con me” e sono stata letteralmente travolta da lui e dalla passione che mi trasmetteva ogni volta che raccontava una storia. Così ho passato tutto il poco “tempo-internet” che avevo a disposizione a guardarmi i video delle sue interviste su YouTube. Ho anche ripreso in mano Gomorra e stavolta l’ho letto d’un fiato. Sò che Saviano è un personaggio molto discusso, uno che o lo ami o lo odi. Molti ce l’hanno con lui perchè è spesso in televisione a “farsi pubblicità” ma , dopo aver guardato tutte quelle interviste, mi sono convinta che sia una persona genuina. La sofferenza, l’insofferenza, la rabbia e il dispiacere che si percepiscono chiaramente nella maniera in cui parla e nelle espressioni del viso sono, secondo me, assolutamente autentiche. E credo che le cose che racconta, per quanto possano apparire scontate ad alcuni, per la maggior parte delle persone non lo siano affatto, specialmente per chi vive in una zona apparentemente tranquilla come può essere la mia regione e continua a credere che quello delle mafie sia un problema legato solo ad alcune zone d’Italia e solo a stereotipati settori come droga e prostituzione. Perciò ben vengano trasmissioni come questa , anche se a volte si corre il rischio di fare un po’ di retorica, però di certe cose è bene parlarne spesso perché il nostro cervello (almeno il mio) ha la tendenza a dimenticare le cose brutte quando non ci toccano in prima persona e solo l’essere informati sui fatti ci può aiutare a vivere in maniera più consapevole.

lunedì 27 settembre 2010

Conto alla rovescia

Ormai la vedo. La luce in fondo al tunnel è sempre più vicina e luminosa. Cerco di tenere duro, ma spesso mi lascio andare a scatti d'ira che farebbero impallidire la matrigna di Cenerentola. Ho bisogno di riappropriarmi di quelle 2 ore di pausa dall'ufficio che mi sono indispensabili per riuscire ad avere una casa decente e per dedicarmi un pochino a me, a fare un pò di movimento che fà sicuramente bene al fisico (avrò preso almeno 3 Kg. in questi 4 mesi) e fà bene anche all'anima, o meglio, alla mia sanità mentale!
E con Diavoletto a casa non riesco a fare niente di tutto ciò perchè è continuamente a chiamare e a richiedere la mia presenza, e non posso certo dargli torto dato che non è molto il tempo che passiamo con lui. Mi sento veramente meschina a dirlo, ma non vedo l'ora che inizi l'orario pieno all'asilo e già mi sgomento per il prossimo anno che andrà alle elementari e avrà il rientro solo due pomeriggi a settimana. Dovrò organizzarmi diversamente altrimenti divento matta !!  

mercoledì 11 agosto 2010

Ferie

C'e' stato un momento in cui ho pensato di non farcela (in realtà più di uno). Ho temuto seriamente di crollare , sopraffatta dal lavoro ( dentro e fuori l'ufficio ). Per fortuna l'istinto di sopravvivenza ha (quasi) sempre la meglio e cosi' sono riuscita finalmente ad arrivare alle tanto agognate ferie.

mercoledì 28 luglio 2010

Mare o non mare

Ecco che mi aspetta un altro fine settimana di mare. Per forza, ci vivo al mare quindi e' logico che ne approfitti. Il fatto e' che per chi non lo ama particolarmente come me ma, ironia della sorte si e' trovata un marito-lucertola che starebbe dalle 8 alle 20 a rosolarsi sotto il sole, l'idea di passare gli unici 2 giorni liberi della settimana sul mare con la crema che ti rende appiccicosa, la sabbia che s'infila dappertutto,il sudore che ti cola sulla schiena, quando avresti la casa da pulire, montagne di vestiti da lavare/stirare un viaggio da organizzare e mille altre commissioni da fare mi fa' venire l'ansia. Perché poi non posso neanche restarmene a casa , altrimenti lui mette il muso e fa' l'offeso per tutto il week-end. Non mi rimane che sperare nel (brutto) tempo !

venerdì 16 luglio 2010

Furbo e' meglio ?

A volte mi viene il forte dubbio di essere veramente "bischera" (come si dice dalle mie parti).
Bischera perchè mi faccio sempre un sacco di paranoie per cercare di non arrecare in alcun modo danno (ma anche solo fastidio) agli altri, ma purtroppo questi altri non hanno nei miei confronti lo stesso riguardo. E io ci rimango male tutte le volte. E lo sò che non dovrei, che non ci si deve mai aspettare niente dagli altri ma io sono una sentimentale e soprattutto una grande illusa e quando mi rendo conto di essere stata presa in giro o meglio, di essere stata fatta fessa, mi viene proprio da pensare che abbia ragione mio padre, quando dice che nel mondo bisogna farsi "furbi" e guardare solo i propri interessi. Ma cerco di tenere duro perchè non voglio arrendermi a questa mentalità  (almeno per ora...)

giovedì 4 marzo 2010

La corazza

Il rapporto con mio padre è sempre stato complicato. Amore e odio ai massimi livelli. Con lui non si può mai dare niente per scontato. Anche le cose più banali sono sempre fonte di discussioni. Speravo che con il passare degli anni la situazione sarebbe migliorata, invece lui è diventato sempre più cinico e intransigente e io non sono riuscita a costruirmi una corazza abbastanza spessa da non essere penetrata dalle sue frecce. Non sono riuscita a crescere abbastanza da sentirmi indipendente dal suo giudizio. Che mi voglia bene lo so, anche se la sua maniera di dimostrarlo è alquanto occulta. Il fatto è che lui ha deciso , per scelta o per necessità , di vivere in una certa maniera e non riesce a concepire che gli altri possano vivere e pensare in maniera diversa da lui. Che siano poi i suoi figli a farlo è inconcepibile per lui. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che lui non ha mai avuto una grande stima di Superuomo (che dal canto suo non ha mai avuto grande simpatia per mio padre) quindi ogni occasione è buona per denigrarlo e sminuirlo e se io lo difendo il litigio è assicurato. Spesso mi trovo in situazioni assurde dove in presenza di uno difendo l’altro e viceversa e il risultato è che alla fine litigo con entrambi. Ora mi trovo di nuovo in una di queste situazioni e non so come comportarmi. Se assecondo Superuomo so già che con mio padre saranno litigi e musi lunghi per almeno 2 mesi, e se cerco di ascoltare mio padre sicuramente non farò felice Superuomo che ha , ovviamente, idee diverse. Il fatto è che non riesco a capire quale sia la mia idea, vorrei “capra e cavoli”, “la botte piena e la moglie ubriaca” ma non si può. Perciò rimango immobile cercando di non far danni, nell’ attesa di una illuminazione che faccia finalmente un po’ di luce nella nebbia dei miei pensieri.

venerdì 5 febbraio 2010

Vita (A)sociale capitolo secondo

Quando 5 anni fa scoprì di essere incinta, l’idea di lasciare il lavoro non mi passò neanche per la testa. Dopo la nascita di Diavoletto e dopo aver trascorso con lui 5 lunghi ed intensi mesi (è nato prima del temine quindi mi sono fatta tutti i 5 mesi di maternità obbligatoria con lui), al momento di rientrare a lavoro mi sarebbe piaciuto poter fare un orario unico tipo 8:30-15:30 ma , non essendo possibile per la tipologia del lavoro che svolgo decisi , più che altro per non sentirmi una madre degenere, di chiedere almeno un part-time che mi lasciasse 2 pomeriggi liberi . A quel tempo pensavo che fossero più che sufficienti. Quando poi Diavoletto ha attraversato la fase dei cosiddetti “terribili due” ho pensato addirittura che fossero troppi. Adesso invece le cose sono cambiate. Lui è diventato decisamente più gestibile, io mi sono un po’ “assestata” nel mio ruolo di madre , e il tempo che sto con lui mi sembra davvero poco. Soprattutto in questo momento nel quale inizia ad avere voglia di incontrarsi con gli amichetti anche al di fuori dell’asilo ed invece non può mai andare a casa dei suoi compagni né tanto meno invitarli a casa sua, perché io sono a lavoro e lui o è con mia madre o è con mio suocero. Ho paura che questo non potersi frequentare possa “emarginarlo” dal resto dei suoi compagni.Inoltre mi manca molto non poter fare con lui tutta una serie di lavoretti ed attività (per gli spunti ringrazio tantissimo HomeMadeMamma e MammaFelice) che avevamo iniziato a fare questa estate , ed era veramente un momento bellissimo. D’altra parte , con la crisi che c’è in giro e il rischio che Superuomo venga messo in cassa integrazione, non mi sembra proprio il momento più adatto a chiedere una riduzione di orario.

domenica 24 gennaio 2010

Vita (A)sociale capitolo primo

Quando Diavoletto non aveva ancora iniziato ad andare all’asilo, mi ero riproposta di fare amicizia con le mamme dei suoi compagni. Non con tutte, certo, mi sarebbe bastato un piccolo gruppetto con cui fare quattro chiacchiere all’entrata dell’asilo e incontrarsi ogni tanto nel pomeriggio per far giocare insieme i pargoli. Speravo inoltre che, essendo Diavoletto in classe insieme al figlio di quella che negli anni di infanzia era stata la mia migliore amica, sarei riuscita a ricreare un legame con lei. Impresa molto più ardua di quel che pensavo. A parte un paio di mamme con cui sono andata un po’ più in là del semplice “ciao”, tutto è finito lì. Invece , quella mia amica , proprio con le stesse mamme che ho conosciuto meglio anch’io, ha stretto una amicizia piuttosto profonda anche al di fuori dell’asilo. Si vedono spesso il pomeriggio dopo scuola e anche nei fine settimana organizzano uscite insieme. Praticamente tutto quello che mi ero ripromessa di fare io e che non sono riuscita a fare. Ora , a distanza di un anno e mezzo, la situazione è un po’ migliorata grazie anche al fatto che i nostri figli hanno iniziato a fare attività sportiva insieme, quindi ci sentiamo più spesso ma la cosa mi ha un po’ turbato. E da questo turbamento è sorta spontanea una riflessione: sono davvero così “asociale” ? E’ vero che lavorando tutte le mattine e quasi tutti i pomeriggi, sono sempre di corsa e non ho tanto tempo per far conversazione, però ho sempre cercato di essere disponibile a fare amicizia, quando qualcuno mi chiedeva qualcosa mi intrattenevo fin che potevo a parlare, sono andata ai compleanni dei compagni di asilo di Diavoletto anche se non conoscevo nessuno, ma a quanto pare non e’ bastato. Eppure mi sono sempre reputata un’amica attenta. E’ vero, non sono di quelle che se non vedono un’amica da 1 settimana chiamano subito per sapere come va , cos’è successo e via dicendo , però quando ci vediamo mi interesso di sapere se va tutto bene, mi ricordo sempre compleanni e anniversari, quando invito a cena faccio attenzione a cucinare qualcosa che vada bene ai gusti/intolleranze di tutti. Evidentemente però queste accortezze non bastano per essere un buon amico.

venerdì 15 gennaio 2010

Dubbi e certezze

Alla fine ci toccherà fare anche questo.
Diavoletto ha da sempre avuto un comportamento “poco consono” alla sua natura di maschio. Gli piace giocare con le bambole, gli piacciono i cartoni animati da bambine (Winx e Trilli su tutti) e soprattutto in diverse occasioni alla domanda “ma tu sei un maschio o una femmina ?” ha risposto senza esitazioni di essere una femmina. Per noi la cosa era un tantino angosciante (soprattutto per Superuomo) ma abbiamo pensato che fosse ancora presto per preoccuparsi, così cercavamo di non dare troppo peso alle sue preferenze. Le maestre dell’asilo invece hanno deciso che fosse il caso di preoccuparsene e ci hanno consigliato di rivolgerci ad uno psicologo per chiedere consiglio. Cosi’ abbiamo preso appuntamento e la prossima settimana io e Superuomo sentiremo cosa ci consiglierà di fare. Tutto sommato siamo contenti anche noi di esserci decisi a farlo perché era da parecchio tempo che ci interrogavamo su come fosse giusto comportarci quando Diavoletto chiedeva di vedere un cartone o di giocare ad un gioco più adatto alle bambine. Ora finalmente sapremo se abbiamo agito bene o no.

mercoledì 13 gennaio 2010

Il nemico silenzioso

Avevo in mente da alcune settimane una serie di post da scrivere ma , un po’ per i ritmi natalizi che mi hanno come al solito travolta, un po’ per la mia salute che è diventata ormai, ahimè, decisamente inaffidabile, ho deciso di lasciar perdere e di ricominciare dal presente. Un presente fatto di dubbi e di nuove angosce. Dopo la “defaiance” di questa estate pensavo di essere riuscita a rimettermi in carreggiata, invece durante le vacanze di Natale il malessere è tornato di nuovo, strisciante, subdolo. Le analisi mediche vanno bene e il dottore continua a dirmi che probabilmente tutti i disturbi che avverto sono causati da agitazione e stress e che devo stare tranquilla ma ancora una volta io non mi capacito di come sia possibile. Ho una vita che molti definirebbero privilegiata, com’è possibile che io sia stressata ? E soprattutto, come faccio a stare più tranquilla se io non mi accorgo assolutamente di essere agitata ? Non saprei davvero cosa cambiare nella mia vita per ridurre lo stress. Forse alla fine dovrò arrendermi a prendere degli psicofarmaci. Ma mi scoccerebbe parecchio. Ho paura di quello che possono fare certe sostanze alla mente, ho paura che insieme ai pensieri “cattivi” mi annebbino anche quelli buoni. Per il momento si và avanti così, fra ulteriori accertamenti e la speranza che passi presto questo brutto periodo.